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Ipocondria: Sintomi e Significati


ipocondria verdone

Chi soffre di Ipocondria direbbe che non c’è niente da ridere. Eppure visto da fuori un ipocondriaco a volte fa ridere, altre volte fa tenerezza poichè è talmente concentrato sulle sue possibili malattie che alla fine non si gode la vita. Si preoccupa di morire ma non si occupa di vivere:

Ipocondria: definizione

L’ipocondria è un disturbo caratterizzato da una preoccupazione eccessiva e infondata di una persona riguardo alla propria salute, con la convinzione che qualsiasi sintomo avvertito dal soggetto possa rivelare una patologia mortale. Il soggetto che soffre di ipocondria viene chiamato ipocondriaco o più popolarmente “malato immaginario”.

A volte l’ipocondria si scatena in virtù di un peggioramento delle condizioni generali di salute o legate allo stress a volte a scatenare il problema è la mancanza di fiducia del paziente nel proprio medico curante poichè ritenuto poco attento alle condizioni del paziente che si sente sminuito quando il medico lo rassicura e gli dice di non preoccuparsi perchè i sintomi non fanno pensare a niente di serio.

Il paziente si preoccupa continuamente per le proprie funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la respirazione) e alterazioni fisiche di lieve entità (per es. piccole ferite o una saltuaria allergia); oppure sensazioni fisiche indistinte o confuse (per es. “cuore affaticato”, “vene doloranti”) vengono considerate come le avvisaglie di un aggravamento imminente che sfocerà in una patologia mortale.
Tutti i sintomi o segni che il corpo normalmente esprime in una normale vita vengono attribuiti dall’ipocondriaco alla malattia sospettata e lui è molto preoccupata per il loro significato e per la loro causa. Le preoccupazioni possono riguardare numerosi apparati, in momenti diversi o simultaneamente.
In alternativa ci può essere preoccupazione per un organo specifico o per una singola malattia (per es. la paura di avere un tumore).
I soggetti ipocondriaci possono allarmarsi se leggono o sentono parlare di una malattia, se vengono a sapere che qualcuno si è ammalato di una patologia particolare a volte credono di avere la stessa patologia e si recano dal medico convinti di aver trovato finalmente la soluzione ai loro problemi, ma dopo qualche giorno si ricomincia con un nuovo giro di fobie.
Viene creata una identità da parte della persone e durante il giorno l’ipocondriaco non fa che parlare delle sue ipotetiche malattie o disturbi.

Come si comporta un ipocondriaco?

Per tranquillizzarsi l’ipocondriaco consulta le riviste di salute, i dizionari medici e soprattutto Internet. Una volta che si inizia è difficile smettere è come una dipendenza: l’ipocondriaco passa il tempo su internet a cercare nuove informazioni su possibili malattie che spiegano la propria sintomatologia convinto che è meglio essere superaggiornati che trascurare una malattia. Molte volte neanche questo serve a placare l’ansia dell’ipocondriaco che quindi si reca dal medico o si fa ricoverare in ospedale. Puntualmente gli specialisti non trovano niente e il paziente si tranquillizza per un pò: ma dura poco, a breve il circolo vizioso riprende e si aggrava ancora di più di prima. Per quanto accada più di rado, alcuni ipocondriaci evitano al contrario i medici, con il rischio di trascurare una malattia reale. Poiché l’ipocondriaco non può essere rassicurato, focalizzato com’è sulla sua “malattia”, l’ipocondria è difficile da affrontare anche per le persone che gli stanno accanto. Conviene essere comprensivi, senza mostrare eccessiva sollecitudine per incoraggiarlo a occuparsi delle proprie difficoltà.

Come curare l’ipocondria

Di solito le cure migliori sono di tipo psicologico o psicoterapico : questo tipo di cure sono le più indicate per curare un’ipocondria radicatasi nel tempo”. “Le terapie cognitivo-comportamentali e gli approcci psicanalitici mirano a individuare l’origine e il significato di questi timori.”

Le cure farmacologiche disponibili per trattare l’Ipocondria

I farmaci ansiolitici, rappresentati dalle benzodiazepine (Lexomil, Lysanxia,Temesta, Xanax…), possono essere utili per calmare rapidamente un attacco di panico. Nonostante ciò, non curano l’ipocondria in sé e non devono diventare un riflesso, in considerazione del rischio di dipendenza e dei loro effetti collaterali. “I pazienti dovrebbero sapere fin dal principio che si tratta di una soluzione transitoria”.

Gli antidepressivi sono utili come trattamento di fondo degli attacchi di panico oppure nel caso in cui sia presente una vera e propria depressione.

I farmaci psicotropi, tuttavia, vengono in genere poco apprezzati dagli ipocondriaci, che difficilmente ne accettano gli effetti indesiderati.

Meglio a questo punto provare innanzitutto con le medicine dolci, come la fitoterapia. Per combattere l’ansia si usano, infatti, diverse piante (biancospino, lavanda, passiflora, valeriana…), scelte, sotto la guida di un medico o farmacista, in base ai sintomi provocati dall’ipocondria.

Le metodologie non farmacologiche migliorano l’Ipocondria

Le tecniche di rilassamento e di meditazione possono anche essere utili per gestire lo stress che ha a che fare con le malattie, limitando il pensiero ossessivo alla base dell’ipocondria. “Insegnano a concentrarsi sulle proprie sensazioni senza temerle e a controllare meglio i pensieri”.

Praticare un’attività fisica consente peraltro di ritrovare sensazioni fisiche concrete, per prendere le distanze dalle proprie preoccupazioni immaginarie e riprendere gradualmente confidenza con il proprio corpo.

Corsa a piedi, bicicletta o nuoto, tra le altre, permettono di iniziare dolcemente e di aumentare in modo graduale. Sempre e comunque è importante adottare un corretto stile di vita e trovare altri centri di interesse che non siano la propria salute, focalizzando l’attenzione su obiettivi diversificati.

l soggetto ipocondriaco è intrappolato in una spirale viziosa che non solo rende vani i tentativi di rassicurazione e le valutazioni critiche che esso rivolge alla propria condizione, ma, in più, si nutre di tali tentativi e valutazioni.
I tentativi di rassicurazione autonomi (autoesami, ricerche di informazioni su internet, ecc.) ed esterni (pareri continui chiesti ai familiari, visite mediche, esami specialistici, ecc.) solitamente non funzionano o funzionano solo temporaneamente e soprattutto in molti casi inaspriscono i timori del paziente ipocondriaco (ogni parametro fuori dalla norma aumenterà la preoccupazione del soggetto alimentando la condizione).
L’intervento psicoterapeutico dovrà perciò avere tra i suoi obiettivi principali quello di individuare e interrompere le spirali viziose dell’ipocondria

Sintomi dell’ipocondria

L’ipocondria si manifesta sotto forma di “crisi” o in maniera costante. Dolori, palpitazioni, crampi, formicolii, pustole sospette, ritardi del ciclo mestruale, eccetera.

L’ipocondriaco interpreta anche i minimi segnali fisici come sintomi di una malattia grave, potenzialmente mortale.

Spesso, la paura di essere malati produce determinate reazioni fisiche (sensazioni di soffocamento, vertigini, aumento del battito cardiaco…). Questa esaltazione può arrivare fino alla crisi di ansia acuta o all’attacco di panico.

Nell’ipocondria la preoccupazione può riguardare le funzioni corporee per es. il battito cardiaco, la respirazione; alterazioni fisiche di lieve entità per es. una dermatite o un mal di pancia, oppure sensazioni fisiche indistinte o confuse per es. “un dolorino al torace”, “una lagna alla testa”.
La persona attribuisce questi sintomi o segni alla malattia sospettata ed è molto preoccupata per il loro significato e per la loro causa. Le preoccupazioni possono riguardare numerosi apparati, in momenti diversi o simultaneamente.
In alternativa ci può essere preoccupazione per un organo specifico o per una singola malattia come per esempio la paura avere un attacco di cuore da un momento all’altro.
I soggetti con l’ipocondria possono allarmarsi se leggono o sentono parlare di una malattia, se vengono a sapere che qualcuno si è ammalato, o a causa di osservazioni, sensazioni, o eventi che riguardano il loro corpo.
La preoccupazione riguardante le malattie temute spesso diviene per il soggetto un elemento centrale della immagine di sé, un argomento abituale di conversazione, e un modo di rispondere agli stress della vita.

E’ risaputo che i pazienti ipocondriaci abbiano un’immagine di sé che li vede come delle persone fragili, vulnerabili, deboli, facili alle malattie. Tale credenza è piuttosto generale e globale, ma costituisce uno dei perni intorno al quale si costruisce il senso della propria identità.

Ipocondriaci Famosi

In molti films di Carlo Verdone viene descritto il paziente ipocondriaco in maniera ironica ed è interessante guardare le scene dei suoi film perchè dietro l’ironia si possono intuire le probabili cause di questa sindrome:

Le cause dell’ipocondria possone essere le più disparate ma spesso nascono da una educazione ricevuta da piccoli in cui il bimbo vedeva i genitori preoccuparsi eccessivamente per qualsiasi segno o sintomo che lo riguardavano. La situazione è spiegata ironicamente in questo video che ho trovato su Youtube:

L’ipocondria sui Social

Come ci si poteva immaginare su internet ci sono community e forum che trattano il tema dell’ipocondria ma quello che penso è che questi social servano a rafforzare l’identità dell’ipocondriaco e ad aggravare la situazione rafforzando l’etichetta della patologia. Il problema è che le credenze dell’ipocondriaco e quelle collettive legate all’ipocondria vengono in questo modo rafforzate.

Come può migliorare l’ipocondria una o più sessioni di Ecologia delle Credenze®

Se ti rivolgi a me per una situazione di ipocondria sappi che una sessione di Ecologia delle Credenze® può essere di fondamentale importanza per spezzare il circolo vizioso che ti tiene intrappolato.

Di solito tratto l’ipocondria come un messaggio ed è molto interessante perchè il messaggio è diverso per ciascuna persona: l’ipocondria è una situazione vissuta che viene sostenuta da una miriade di credenze e trattando questa situazione come un messaggio si arriva a delineare con precisione quali sono le convinzioni e i modi di vedere il mondo che generano e alimentano il distrubo. Fatto questo si tratta di “crakkare” come un vero e proprio hacker questi virus o programmi anti-ecologici e che comportano un notevole dispendio di energia e salute. E’ molto difficile che dopo un lavoro approfondito di questo tipo la situazione rimanga la stessa: il più delle volte le persone rinascono e incominciano a vivere veramente.

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