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Neurologia Funzionale: Come puoi risolvere la tua cefalea affrontando il disturbo in maniera diversa


cefalea cure naturaliUna delle tante storie di cefalea: forse assomiglia alla tua?

Alessandro è un giovane rampante, fisico scultoreo, muscoli d’acciaio forza di un maciste. Proiettato verso il futuro a 25 anni sente di avere il mondo nelle mani. Studia ingegneria civile, sta finendo gli studi, frequenta il tirocinio professionale all’Università e ha già tra le mani ben 5 proposte di lavoro. E’ uno sportivo, la sua passione è l’equitazione ed ogni volta che partecipa ad una gara del suo sport preferito si piazza sul podio, o primo o secondo, raramente arriva terzo. Insomma una vera promessa in tutti i sensi. Peccato che da qualche mese ha cominciato ad accusare un forte mal di testa.

Ha già cominciato il tour di visite ed esami vari tra medici di base e neurologi, non gli pare vero, si sente un cavallo in corsa abbattuto da un filo spinato teso all’altezza delle zampe. Questa situazione lo sta facendo crollare. Non si sa che tipo di cefalea sia: alcuni neurologi gli hanno detto che è una cefalea con aura, altri che è a grappolo e altri che è un mal di testa muscolo-tensivo. A lui queste classificazioni non servono, quello che cerca Alessandro è un aiuto concreto che gli permetta in breve tempo di ri-acquisire tutto il suo potere, perchè da mesi non vede l’uscita di questo tunnel buio e gli sembra impossibile che una persona forte e carica come lui all’improvviso si senta imbrigliato in una situazione che non gli da speranza e lo abbatte a tal punto da preoccuparsi di rischiare una depressione.

La cosa più curiosa è che quasi contemporaneamente alla comparsa di questo disturbo aveva accusato tempo prima un dolore al ginocchio continuo e sordo sul lato posteriore. Ha intuito fin da subito che i due sintomi potessero essere in qualche modo correlati e ne era convinto ma nessuno dei vari medici che lo aveva visitato dava credito a questa ipotesi. Fino a che un bel giorno inciampò per caso nella soluzione che gli avrebbe permesso di abbandonare i pesanti medicinali che da mesi prendeva con scarsi risultati e con un pesante impatto sulla sua forza fisica e sulla sua vitalità. Continua a leggere se vuoi sapere che cosa ha scoperto.

Se hai fatto di tutto per far passare la tua cefalea ma fin’ora non hai avuto nessun tipo di risultato o stai peggiorando addirittura le tue condizioni di salute generale è necessario guardare al problema da un punto di vista diverso poichè è chiaro che non puoi avere risultati diversi se continui a fare le solite cose.

Prima di capire come il nostro Alessandro ha risolto definitivamente i suoi problemi e come puoi dire addio per sempre alla tua cefalea è utile secondo me descrivere i più frequenti tipi di cefalee.

I più frequenti tipi di cefalea sono 3: la cefalea con aura, quella a grappolo e quella muscolo-tensiva, qui sotto le descriviamo per comprendere da subito come la classificano tradizionalmente i neurologi e quale è il loro autorevole punto di vista.

Ecco il video del Besta di Milano che classifica i vari tipi di cefalea:

Cefalea con Aura: caratteristiche segni e sintomicefalea rene-vescica

La cefalea si esprime con sintomi neurologici come formicolii al braccio o alla mano o alterazioni visive, completamente reversibili e di breve durata (di solito da cinque a venti minuti). Le alterazioni visive precedono ma anche accompagnano e seguono il mal di testa tipico, ossia il dolore da una parte della testa. La cefalea con aura si distingue da quella senza aura perchè nell’emicrania con aura gli attacchi dolorosi sono meno frequenti e hanno un andamento nel tempo più irregolare. Prevale in questo tipo di cefalea l’aspetto neurologico che è da ascrivere secondo la medicina cinese al Rene. Infatti questo organo controlla secondo i cinesi le ossa e il loro contenuto, quindi i nervi.

Sintomi della cefalea con Aura: I sintomi neurologici che caratterizzano la cefalea con aura sono: scotomi scintillanti che mettono paura perchè chi ne soffre pensa di poter diventare cieco,  stato confusionale di vario grado (formicolio, ronzio, ansia).

Meno frequenti ma in molti casi presenti e gravi sono i seguenti sintomi: perdita delle forze di varia entità, disturbi di fotofobia,  disturbi del linguaggio, altri disturbi neurologici di varia entità. Per esempio le manifestazioni fasiche, termine che descrive l’incapacità da parte del soggetto parlare come in realtà vorrebbe. In particolare, per esempio il soggetto è consapevole delle proprie difficoltà di linguaggio, è in grado di comprendere ordini semplici e complessi, ma non parlare in maniera normale e fluente. L’attacco di emicrania è di solito dalla parte opposta al lato dove si vede lo scotoma.
L’aura può perciò essere definita come “una disfunzione focale completamente reversibile”[5] e che può essere: con deficit visivo (aura visiva), con deficit sensitivo (aura parestesica), con deficit fasico (aura fasica), con profonda stanchezza.

Anche se nella maggior parte dei casi la cefalea con aura è solo “visiva”, questa tende ad avere una progressione caratteristica; infatti di solito diffonde verso il naso, coinvolgendo aree della corteccia cerebrale vicine. Per questo motivo, l’aura può presentarsi con intorpidimento, formicolio e perdita della sensibilità avvertita a livello di una mano e qualche volta a livello di avambraccio e braccio fino a diffondersi, in alcuni casi, al volto e alla lingua. Quasi mai questi disturbi vengono avvertiti a livello del tronco o degli arti inferiori. Rara è la progressione dell’aura verso le aree della corteccia cerebrale deputate all’attuazione e programmazione del movimento, e non si ha quindi perdita di forza degli arti, ma potrebbe esserci anche questo sintomo. Vedremo in questo articolo come sia utile affrontare questo tipo di cefalea con farmaci della medicina di risonanza che supportino le funzioni di organi tra cui il Rene o Vescica Urinaria.

Cefalea a Grappolo: caratteristiche segni e sintomifegato da fegato

La cefalea a grappolo o a cluster è uno dei tipi di cefalea più dolorosi. Una delle particolarità di questo tipo di cefalea è il fatto che gli attacchi si ripetono regolarmente seguendo sempre lo stesso schema, dando luogo ai “grappoli” cluster o grappoli.

I cluster sono i periodi in cui gli attacchi sono più frequenti e intensi, di solito hanno una durata che varia da alcune settimane ad alcuni mesi ed in genere sono seguiti da periodi di quiescienza, in cui gli attacchi di mal di testa scompaiono. Le modalità di esordio degli attacchi varia da persona a persona, ma la maggior parte dei pazienti riferisce che i grappoli si presentano una o due volte all’anno. Durante i periodi di remissione non si verifica alcun attacco di emicrania per mesi o a volte per anni. Per fortuna la cefalea a grappolo non è frequente e non intacca i parametri vitali del paziente. Le terapie farmacologiche sono in grado di diminuire la durata degli attacchi e di renderli meno gravi o ridurre il numero di attacchi di mal di testa, ma non sono mai risolutive. Stabilizza il quadro invece un intervento all’organo responsabile di questo tipo di segnale: l’organo più importante è in questo caso il Fegato. I segni tipici sono infatti l’esordio improvviso e il coinvolgimento dell’occhio. Molto spesso può essere coinvolta anche la vescica biliare e sarà il neurologo esperto di neurologia funzionale a fare le dovute differenze per scegliere una terapia più adatta al caso specifico.

Sintomi della cefalea a Grappolo:  La cefalea a grappolo compare all’improvviso, di solito senza alcun segno premonitore. Tra i sintomi tipici ricordiamo: dolore lancinante: normalmente colpisce l’occhio o la zona circostante, ma si può irradiare a diverse parti del volto, della testa, del collo e delle spalle, dolore unilaterale, Irrequietezza, lacrimazione copiosa, rossore dell’occhio dal lato colpito, naso chiuso o che cola, solo dalla narice dal lato colpito, pallore o sudorazione in viso, gonfiore intorno all’occhio del lato colpito. diminuzione del diametro della pupilla, edema palpebrale.

Il mal di testa causato dalla cefalea a grappolo spesso è penetrante e acuto, si manifesta spesso con un forte bruciore. Chi ha questo disturbo dice che il dolore assomiglia a una pugnalata nell’occhio ed è come se l’occhio venisse strappato via dall’orbita. In un attacco di cefalea a grappolo il paziente è irrequieto: preferisce camminare (il movimento è un sintomo tipico di patologie che coinvolgono il fegato e il fegato necessita del movimento per scaricare la sua energia in eccesso) o stare a dondolarsi sulla sedia tentando di alleviare il dolore. Diversamente dai chi è affetto da emicrania chi è colpito dalla cefalea a grappolo evita di sdraiarsi durante l’attacco, perché in questa posizione il dolore aumenta.

La cefalea a grappolo può anche dare sintomi simili a quelli dell’emicrania, come la nausea, la sensibilità alla luce e ai rumori e l’aura.

Cefalea Muscolo-Tensiva: caratteristiche segni e sintomicefalea da stomaco

 

La cefalea tensiva invece è caratterizzata da un mal di testa continuo e localizzato in entrambe i lati del cranio. La posizione parietale della cefalea in questo caso, la presenza di spasmo muscolare e il mancato coinvolgimento dell’occhio fanno pensare ad un coinvolgimento della vescica biliare. Infatti il decorso del meridiano di agopuntura di questo organo è proprio parietale. Possono essere presenti anche dolori cervicali e il dolore o senso di tensione può essere avvertito anche sino ai muscoli alle spalle e, spesso, ai muscoli mandibolari, temporali e frontali.

Secondo le classificazioni internazionalmente accettate la cefalea di tipo tensivo (precedentemente definita cefalea tensiva, cefalea muscolo-tensiva, cefalea psicomiogena, cefalea da stress, cefalea comune, cefalea essenziale, cefalea idiopatica e cefalea psicogena), è il tipo più frequente di cefalea primaria, ha una prevalenza nell’arco della vita nella popolazione generale che varia dal 30 al 78% (a seconda degli studi) e, nonostante produca l’impatto socio-economico più elevato, è la cefalea primaria meno studiata.

Viene comunemente denominata “cefalea tensiva”.

Sintomi della cefalea Muscolo-Tensiva: Tra i sintomi della cefalea tensiva troviamo, un dolore sordo ed intenso; una sensazione di pressione sulla fronte, sui lati e sul retro della testa; aumento del dolore in corrispondenza del cuoio capelluto, del collo e dei muscoli delle spalle, spesso perdita d’appetito. Un attacco di cefalea tensiva può durare mezz’ora come una settimana; può capitare solo qualche volta o quasi tutti i momenti. Se il dolore dura quindici giorni o più al mese per almeno tre mesi è considerato cronico, se gli attacchi sono meno di quindici al mese, è considerato episodico. Chi è vittima di frequenti attacchi episodici però corre un rischio maggiore che la cefalea diventi cronica. Il mal di testa di solito viene descritto come moderatamente, l’intensità del dolore varia da persona a persona e, nello stesso paziente, anche da un attacco all’altro. Le cefalee tensive sono spesso difficili da distinguere dall’emicrania: a differenza di questa, tuttavia, la cefalea tensiva di solito non è accompagnata da disturbi visivi (punti ciechi o lampi di luce), nausea, vomito, dolori addominali, debolezza o intorpidimento in un lato del corpo o difficoltà del linguaggio. Il movimento in questo caso non modifica il decorso. L’aumento della sensibilità alla luce può verificarsi, ma non è molto frequente.

Questi sono i più frequenti tipi di cefalea: resta la cefalea che esordisce subito dopo pranzo che è correlabile secondo la medicina funzionale all’organo stomaco.

Perchè tutte queste classificazioni rischiano di essere sterili?catene causali e cefalee

Tutte queste classificazioni sono utili per descrivere I vari tipi di cefalea, ma in realtà sono piuttosto sterili, poiché l’organismo in questo caso viene considerato “a pezzi” mentre invece è più utile considerare questa sondrome come un messaggio che ci mandano i vari organi per manifestare un loro disagio. Questo ancora prima che “i buoi siano usciti dalla stalla”. Con questa espressione intendo dire che il sintomo cefalea molto spesso non trova una corrispondenza in un’alterazione morfologica dell’organo che la causa. Altre volte invece e non è raro, si può evidenziare una storia di disagi franchi dell’organo protagonista che sono invece oggettivamente dimostrabili. In questo caso abbiamo una prova eclatante ed evidente del coinvolgimento di questo organo.

Esaminando i vari casi che i pazienti raccontano, la correlazione tra organi e i vari tipi di cefalea è talmente evidente che è quasi imbarazzante per molti neurologi che affrontano la sindrome in maniera classica.

La disciplina che si occupa di inquadrare le cefalee in questa ottica è la neurologia funzionale che attinge le proprie conoscenze dalla neurologia classica e dalla medicina funzionale.

La marcia in più di questo approccio allargato consiste proprio nel contributo della medicina funzionale. In questa medicina ogni sintomo e segno viene correlato ad un organo primariamente coinvolto che poi distribuisce il proprio carico su vari distretti secondo degli schemi precisi che possono essere rappresentati con un diagramma di flusso detto Catena Causale.

Le catene causali sono per le cefalee e per molti altri tipi di disturbi non risolti dalla medicina classica la chiave di svolta decisiva.  Questo perchè riequilibrando la funzione dell’organo primariamente colpito scompare di conseguenza la sindrome cefalalgica. Quasi sempre il quadro cronico si stabilizza fino a scomparire per sempre. I vantaggi sono molteplici perché al contrario dell’approccio classico non è necessario ricorrere a pesanti farmaci allopatici che rischiano di aggravare la situazione, perché appesantiscono il carico metabolico dell’organo coinvolto. Questo oltre a determinare vari effetti collaterali nel paziente non fa che peggiorare il decorso generale. Invece con l’approccio funzionale non solo questi effetti collaterali possono essere evitati, ma la situazione generale del paziente migliora, poiché varie funzioni correlate all’organo primariamente coinvolto vengono migliorate con un beneficio generale del paziente. Inoltre l’abuso di farmaci allopatici ha diversi effetti negativi come si può capire seguendo questo video:

Perchè la cefalea può essere correlata ad altri sintomi che il paziente presenta e perché è importante la tua storia pregressa?

Capire qual è l’organo responsabile di un certo tipo di cefalea è un vero lavoro da detective. Il neurologo funzionale ha un approccio completamente diverso dal neurologo classico. Si è formato integrando le conoscenze accademiche con conoscenze funzionali. In questo modo ha imparato a raccogliere dati solo apparentemente scorrelati tra loro. Sa leggere questi dati che riporta il paziente siano essi attuali o remoti in un’ottica funzionale. Questo permette di ricostruire la storia personale del paziente e inquadrare i vari segni e sintomi presenti oltre alla cefalea per arrivare ad una specifica catena causale. E’ proprio la storia clinica remota del paziente che aiuta il neurologo funzionale a raccogliere tutti gli indizi che riconducono finalmente all’organo responsabile. Questo organo opportunamente trattato e aiutato dal punto di vista funzionale azzera la sua irritazione e di conseguenza sospende lo scarico sui vari distretti bersaglio fino a spegnere completamente anche la cefalea che è il disturbo più invalidante per cui il paziente si rivolge al medico. Questo sintomo può essere considerato la punta di un iceberg di dimensioni rilevanti la cui mole maggiore però è sommersa.

Conclusioni

Il corpo ci invia dei messaggi per farci capire che qualcosa non va. E’ un errore sopprimere i sintomi senza aver interpretato questi messaggi. E’ vero molte volte il fastidio è insopportabile ed è giusto ricorrere ad un farmaco in grado di ridurre velocemente il fastidio, ma ricordiamoci sempre che il sintomo è molto prezioso per farci capire l’origine del disturbo. Se non si va all’origine si rischia di cronicizzare la situazione e di essere costretti a prendere farmaci a vita. Questo approccio non fa che aggravare e peggiorare la situazione di salute del paziente poichè è solo un tappabuchi. Il neurologo funzionale invece ha imparato ad affrontare la cefalea agendo all’origine del disturbo. Dopo aver escluso altre patologie gravi, ricerca le cause del quadro clinico e le risolve: quasi sempre ciò corrisponde ad una remissione del sintomo permanente e ad una stabilizzazione definitiva del quadro clinico del paziente.

Chiamami al 335/5297666 per sapere di più su questo tipo di disturbo e su come affrontarlo in maniera integrata.


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